Monica Maraspin

PHEN.design

Phen è vita, sviluppata da un concetto e da un metodo chiamato Fab.(Phen)Rep. = Fabbrication Phenol Repeat,  ed è il  segno componibile, ripetibile, fabbricabile, accoppiabile, mutevole, sperimentabile e riproducibile.

Il progetto nasce dall’incontro e cooperazione tra l’architetto Monica Maraspin e l’azienda Cimteclab, che ha portato allo sviluppo di un percorso di ricerca e prototipizzazione finalizzato all’applicazione di resine e polimeri derivati da fonti rinnovabili al campo dell’Architettura e del Design.

Tali resine Exaphen TM  sono appunto ottenibili dagli scarti della lavorazione del guscio delle noccioline di anacardo, un sottoprodotto dell’industria alimentare destinato allo smaltimento, che rappresenta un’alternativa realmente sostenibile per il mercato delle materie plastiche.

Il connubio tra ricerca tecnologica su materiali innovativi e sperimentazione di forme e metodologie compositive sono gli ingredienti determinanti che caratterizzano la collezione Phen. Dalla creazione e realizzazione della prima Phen Light, allo studio ed evoluzione di oggetti d’arredo quali contenitori, tavolini, vasi, sedute per l’in e l’out-door, fino a proposte per l’arredo urbano, quali vertical garden ed urban design spaziando nelle molteplici composizioni che Phen offre al suo fruitore.

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Monica Maraspin

Monica Maraspin

Nata a Trieste, il 15 marzo 1982.

Conseguita la laurea in Architettura all’Università degli Studi di Trieste nel marzo

2007, inizia la sua attività professionale in studi di architettura della sua città per alcuni anni, compiendo i suoi passi nell’ambito della progettazione architettonica e in quella del design d’interni con applicazioni ad ambiti residenziali su misura del cliente. Lascia le origini per un periodo iniziale della durata di un anno per prendere parte ad un Master itinerante in «Architettura, Archeologia e Museografia. Progettazione Strategica e Gestione Innovativa delle Aree Archeologiche», dove ha la possibilità di confrontarsi con la progettazione in aree ad alto rischio quali, Paestum, Athene, ecc..

Conclusosi tale percorso, fa tappa in Portogallo dove lavora con Studi d’architettura giovani e dinamici, altamente qualificati come l’atelier Arquitectos Anònimos a Porto. Questa esperienza la segna e la incanala in un’evoluzione personale significativa potendo relazionarsi con realtà e metodologie d’approccio progettuale ed architettonico connesse al «Digital Architecture & Design», come strategie verso un disegno manipolabile e flessibile. Ha avuto occasione di partecipare in quel periodo a diversi Concorsi di Architettura del Portogallo e al Workshop «Post Oil City» a Lisbona, quale scenario possibile per una città futuribile dopo il petrolio. Ritornata alla sua città natale, prosegue la sua attività come freelance, in un percorso di continua ricerca e sperimentazione di forme e combinazioni di materia toccando molteplici aspetti e tasselli nel mondo dell’Architettura e del Design.

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